"Nonostante sia stata vittima dell' assedio";

la conferenza sull' assedio e la salute mentale ha avuto luogo
 

GCMHP e OMS hanno organizzato la Conferenza Internazionale
Assedio e Salute Mentale  Muri contro Ponti” il 27-28 Ottobre
 


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Nonostante l'assedio imposto nella Striscia di  Gaza Strip, il Gaza Community Mental Health Programme (GCMHP) e l'Organizzazione Mondiale della  Sanità (OMS) hanno realizzato la 5a conferenza internazionale “Assedio e Salute Mentale … Muri contro Ponti”. La conferenza ha visto la presenza di 120 sudiosi internazionali e locali, attivisti per i diritti umani, operatori della salute mentale e persone interessate. La conferenza si è tenuta a Gaza (Rashad El Shawa Center e in collegamento video con Ramallah, Cultural Palace il 27 e 28 Ottobre 2008.

L'obiettivo principale della conferenza era discutere le conseguenze dell'assedio sulla salute mentale e la situazione dei diritti umani sotto l'assedio imposto su Gaza da oltre 17 mesi. Nella conferenza sono stati presentati  45 documenti, di cui  22 internazionali. 

Il dr. Eyad El Sarraj, Presidente del Gaza Community Mental Health Programme ha introdotto  la conferenza orientando le attese e sottolineando  la fermezza nel  convocare la conferenza sotto l'assedio nonostante gli ostacoli subiti. Il dr. Sarraj ha sottolineato il messaggio di pace e di amore della conferenza perché i Palestinesi amano pace, libertà e independenza.

E' stato letto un messaggio del Principe di Giordania, S.A.R. Hassan Ben Talalm che  esprime la solidarietà Araba con i Palestinesi sotto assedio e  l'importanza della fine di esso e  della divisione nella società Palestinese.

Tony Lurance, Direttore dell'OMS a Gaza e in Cisgiordania, ha illustrato  il degrado dei servizi sanitari a causa dell'assedio. A nome del Consorzio dei  Donatori, Mario Carera ha sottolineato con forza  l'importanza dell' intensificazionne degli sforzi per sostenere la comunità Palestinese nei settori dello sviluppo, della sanità e dell'istruzione. Carera ha considerato quest'assedio come una specie di punizione collettiva che deve terminare immediatamente.

Una lettera di sostegno, è stata inviata da. Luisa Morgantini,  Parlamentare Europea, in cui ha parlato delle diffiicili condizioni che stanno attraversando le persone a Gaza, dove sono private dei loro diritti di vivere e della libertà. Ha anche sottolineato con forza l'importanza di consolidare gli sforzi internazionali per terminare l'assedio e ottenere giustizia per I Palestinesi.

Henry Sigman, Direttore del Middle East Project/USA ha detto che c'è bisogno di lavorare con attenzione politica e morale per evitare che la tragedia colpisca le future generationi. Il dr. Mark Van Ommeren dell'OMS di Ginevra ha presentato una relazione dal titolo “saulte mentale  e  sostegno psicosociale durante e dopo emergenze acute”, sottolineando l'importanza dei programmi di sostegno psicosociale in tempo di guerra e di crisi.

In un altro messaggio di solidarietà, Rosalynn Carter, ex first Lady americana, e creatrice dell'Unità per la Salute Mentale nel Carter Center for Peace, ha affermato che i problemi di salute mentale sono in aumento , fra cui  traumi, depressione e ansia come conseguenza diretta dell'assedio. Ella ha detto anche che è necessario prendere in considerazione l'impatto dell'assedio per garantire ai Palestinesi una vita dignitosa e il rispetto dei loro diritti.

Alò termine della prima sessione, il prof. Federico Allodi, della Near East Cultural Foundation del Canada ha preso in esame le reazioni e i comportamenti reattivi largamente diffusi e le risposte di adolescenti e bambini nonché le divisioni all'interno delle famiglie e della comunità direttamente causate dall'assedio di Gaza.

Nella seconda sessione, un gran numero di eminenti personalità e studiosi   internazionali hanno tenuto relazioni particolarmente importanti. Il prof. Wim Wolters, dell'Università di Utrecht Olanda), ha sottolineato  l'importanza dello scambio di esperienze per gli operatori della salute mentale che lavorano con persone traumatizzate. Poi la  dr. Judi Deutsch dell'Institute of Psychoanalysis del Canada, ha presentato una visione psicoanalitica rispetto all'assedio di Israele su Gaza, sottolineando che Israele distorce i fatti  per giustificare  l'assedio di Gaza. Il prof. Uri Hadar dell'Università di Tel Aviv ha parlato dell'immagine di Israele rispetto all'assedio di Gaza, indicando che la maggioranza in Israele identifica Gaza con Hamas e per questo da consenso a tutto quello che l'esercito sta facendo a Gaza. La dott. Ghada Karmi  dell'Università di Exeter – UK, ha parlato dell'impatto dell'assedio  sulla Questione Palestinese e le sue prospettive internazionali, sottolineando che il silenzio internationale rende possibile l'impunibilità e l'irresponsabilità di Israele.

Per avere la migliore possibilità di partecipazione, la conferenza poi è stata divisa in vari workshops. I temi principali oggetto della conferenza sono stati: esperienze internationali di assedio; assedio e salute mentale ; assedio e salute pubblica; donne, bambini e famiglie sotto l'assedio; assedio, cultura democrazia e società civile, assedio nel diritto internazionale e diritti umani; e  prigionieri Palestinesi nelle prigioni Israeliane. 

Durante la conferenza varie discussioni e scambi di opinioni e di esperienze hanno avuto luogo a Gaza e Ramallah.

Come parte delle attivitià della conferenza, la mostra di arte moderna internazionale “Color Siege” è stata inaugurata alla vigilia dell'apertura  ed è rimasta esposta per tutto il periodo. Vale la pena di ricordare che sono state esposte 35 opere d'arte di artisti internazionali che riflettono la sofferenza sotto l'assedio in colori e ritratti, e arte video.

La conferenza si è conclusa con un documento dei partrcipanti, in cui  essi condannano l'ingiustizia in atto e il suo incremento che si sta verificando nella  Striscia di Gaza e in Cisgiordania. I partecipanti hanno chiesto al Governo Israeliano di porre immediatamente fine all'assedio di Gaza,  permettendo la libertà di circolazione per persone e merci, lavorando sinceramente per porre fine al conflitto e raggiungere una pace equa, arrivare a una soluzione che renda giustizia ai rifugiati Palestinesi. Inoltre, i partecipanti hanno richiesto al popolo e ai gruppi pacifisti e per i diritti umani di Israele di intensificare gli sforzi per articolare l'opposizione all'assedio e impegnarsi nel sostegno al diritto internazionale e la ricerca della pace.  I partecipanti hanno chiesto agli operatori della salute mentale di  parlare per porre fine  all'occupazione e all'assedio,e di spiegare  l'impatto psicologico sulla popolazione Palestinese. Hanno anche chiesto alle istituzioni internazionali di assumersi le loro responsabilità nella tutela dei diritti umani e della sicurezza dei Palestinesi. Al termine, i partecipanti hanno sottolineato di avere un ruolo da giocare nel fare pressione nei confronti dei loro governi per fare azioni per il rispetto del diritto internazionale.